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Mangiamo Emozioni

Mangiamo emozioni e non solo per sopravvivere. A differenza di altre specie, noi mangiamo anche per molte altre ragioni e convinzioni che spesso hanno una base psicologica.

Il cibo garantisce la soddisfazione del bisogno di nutrizione. Gli dedichiamo però, molta più attenzione di quanto dovremmo e lo colleghiamo a tanti altri contesti. Ad esempio mangiamo per festeggiare e mangiamo per “stare in compagnia”.

In parole povere, mangiamo più con la testa che con la bocca, mangiamo emozioni.

La cultura ha una notevole influenza sulle nostre scelte alimentari, condizionando la disponibilità degli alimenti e le pratiche di consumo.

mangiamo emozioni

Pensiamoci: la maggior parte degli eventi sociali sono collegati al cibo e il cibo ha un ruolo centrale nella nostra esistenza al punto che lo utilizziamo anche per placare delle emozioni che non riusciamo a tollerare.

Quando “mangiamo emozioni o mancate soluzioni a problemi di pensiero” mangiamo molto di più di quello che dovremmo.

Il risultato più probabile e più frequente è che il nostro corpo ingrassa.

Da questo contesto nasce l’idea di dovervi “mettere in dieta”. Per alcuni di noi sembra essere una necessità, per altri forse è una prescrizione medica, altri ancora invece subiscono una spinta sociale (la famosa “prova costume”).

Scientificamente non è ancora stata definita una dieta o meglio uno stile alimentare che possa essere più efficace rispetto ad altro. Pertanto, i risultati del percorso del “rimettersi in forma” sono spesso guidati anche da ciò che pensiamo.

Ho realizzato perciò un percorso psicologico che possa aiutare chi desidera modificare il proprio stile alimentare, partendo questa volta, dal “centro di comando” ovvero dalla nostra mente.

Eccovi il primo di una serie di video in cui parleremo della stretta interconnessione fra MENTE – ALIMENTAZIONE – MINDFULNESS.

Buona visione, vi aspetto per la prossima puntata e la prossima volta che mangiate fuori dai pasti pensate alle parole “mangiamo emozioni”. Alla prossima!

Ps. Se non riesci a vedere il video, clicca qui.

Psicologo PortogruaroPsicologo San Michele al Tagliamento

Mente Alimentazione Mindfulness

Hai iniziato o vorresti fare una DIETA🍎?
Ci hai già provato ma è difficile RESISTERE alle tentazioni🍔?
Vuoi DIMAGRIRE e hai problemi a mantenere alta la motivazione? Mente Alimentazione Mindfulness a Portogruaro è il corso che fa per TE!

mente alimentazione mindfulness

“Lunedì mi metto a dieta!” Ma quel lunedì per alcuni non arriva mai oppure dura lo spazio di un paio di giorni. I tentativi fallimentari del “mettersi a dieta” fanno provare insoddisfazione, tristezza, inefficacia.

La VOGLIA di mangiare dipende dalla tua MENTE!

Mente Alimentazione Mindfulness sono 3 concetti strettamente intrecciati che possono davvero fare la differenza! E allora dai che c’è ancora speranza! Finalmente potrai partecipare al corso che stavi aspettando a Portogruaro!

Mente Alimentazione Mindfulness a Portogruaro è un “per-corso” di 2 lezioni ideato per scoprire come TROVARE e MANTENERE la motivazione 😃 a raggiungere il TUO EQUILIBRIO alimentare sano🥗!

✅Parleremo di COME SUPERARE le tue paure o la mancanza di fiducia, di COME LIBERARTI di vecchie idee ed esperienze, SVILUPPEREMO STRATEGIE PERSONALIZZATE per raggiungere i risultati!

Inoltre praticheremo alcuni esercizi di MINDFULNESS 🧘‍♀️pensati per potenziare e velocizzare il cambiamento!

📆 Le lezioni di Mente Alimentazione Mindfulness a Portogruaro si terranno nelle giornate di SABATO 02 e 09 Febbraio, dalle ore 11.00 alle ore 12.30. Il corso avrà perciò una durata totale di 3 ore.

➡️Affrettati i POSTI sono LIMITATI a 8 persone e il costo è di € 70,00 a persona. Se preferisci partecipare singolarmente, contattami per maggiori informazioni (la partecipazione singola avrà una variazione di prezzo).

Per INFO e PRENOTAZIONI (obbligatorie)
📞Tel. 347 264 2647 (anche WhatsApp)
📩mail: dr.matteo.marangoni@gmail.com

🌀Che cos’è la MINDFULNESS?
La Mindfulness è una pratica meditativa universalmente riconosciuta e libera da qualsiasi significato religioso. È un allenamento mentale rivolto a coltivare l’abitudine alla consapevolezza del momento presente per conseguire uno stato mentale più incline alla soddisfazione e alla felicità.


Psicologo Portogruaro

Mindfulness e Alimentazione

Mindfulness eating

La Mindfulness ci permette di aumentare i nostri livelli di consapevolezza, nel momento presente (“qui ed ora”). Questa possibilità può essere applicata ad ogni azione che svolgiamo nella nostra quotidianità. Sviluppare consapevolezza durante il mangiare (eating), ci permette raggiungere vari obiettivi. Alleviare lo stress digestivo e migliorare il metabolismo. Passare da un’alimentazione sregolata ad un recupero del gusto e del desiderio reale. Gestire il peso e di recuperare il piacere di alimentarsi attraverso la riscoperta dei sensi associati al cibo.

A Udine si terrà un workshop esperienziale per:

– sintonizzarci con la saggezza del corpo rispetto a cosa, quando e come mangiare (eating)

– sentirci pienamente soddisfatti quando mangiamo

– esplorare le nostre abitudini in relazione al cibo

– volerci bene coltivando un rapporto più amorevole con il nostro corpo e con noi stessi

Divenire consapevoli del proprio stile alimentare è un modo per incorporare la Mindfulness in una delle fondamentali attività della nostra esistenza. Mangiare Mindfulness equivale a nutrire il nostro corpo e la nostra mente.

Conduce: dott. Matteo Marangoni Psicologo Psicoterapeuta Mindfulness

Sabato 30 gennaio 2016 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00.

Psicologo San Michele al Tagliamento, Psicologia Psicoterapia Mindfulness, Dr Matteo Marangoni

Mens sana in corpore sano

CONSUMARE salumi, insaccati e ogni genere di carne lavorata può causare il cancro e probabilmente anche mangiare carne rossa. L’allarme arriva dall’Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, parte dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Il rapporto dell’Iarc, redatto sulla base di oltre 800 studi precedenti sul legame tra una dieta che comprenda le proteine animali e il cancro, conferma dunque le attuali raccomandazioni “a limitare il consumo di carne”. Lo studio, anticipato nei giorni scorsi dal Daily mail e oggi pubblicato su Lancet Oncology, include la carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre.

Al giudizio finale, si legge nel documento,si è arrivati dunque dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. “Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa”. Gli esperti hanno concluso che per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata consumati al giorno il rischio di cancro del colon-retto aumenta del 18%. Ma lo stesso legame è stato osservato con i tumori del pancreas e alla prostata.

Quali sono le carni lavorate. Le carni lavorate come i wurstel sono dunque ritenute cancerogene e vanno inserite nel gruppo 1 delle circa 115 sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta, come il fumo, l’amianto, l’arsenico e il benzene. Meno a rischio le carni rosse non lavorate, inserire fra le ‘probabilmente cancerogene’. Le carni lavorate, spiega l’Oms, includono le carni che sono state trasformate “attraverso processi di salatura, polimerizzazione fermentazione, affumicatura, o sottoposte ad altri processi per aumentare il sapore o migliorare la conservazione”. La maggior parte delle carni lavorate contiene maiale o manzo, ma le carni lavorate possono anche contenere altri tipi di carni rosse, pollame, frattaglie o prodotti derivati dalla carne come il sangue. Esempi di carni lavorate includono dunque, avverte l’Oms, gli hot dogs, prosciutto, salsicce, carne in scatola, preparazioni e salse a base di carne.

“Per una persona, il rischio di sviluppare cancro all’intestino a causa del consumo di carne processata resta piccolo, ma aumenta in proporzione alla carne consumata”, ha dichiarato il dottor Kurt Straif, capo dello Iarc Monographs Programme. La carne rossa, in cui sono inseriti manzo, agnello e maiale, è invece classificata come “probabile” cancerogeno nel gruppo 2A, dove si trova anche il glifosato, ingrediente attivo di molti diserbanti. Il rapporto cita, come malattie connesse, il cancro non solo all’intestino, ma anche al pancreas e alla prostata.

Invito a tornare alla dieta mediterranea. La decisione dell’Oms di inserire carni lavorate e carni rosse nella lista delle sostanze cancerogene è “un invito a tornare alla dieta mediterranea, ha commentato Carmine Pinto, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), che invita a evitare gli allarmismi. “La Iarc conferma dati che conoscevamo da tempo – spiega Pinto – ovvero che la presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti è legata ad alcuni tipi di tumore. Per quanto riguarda le carni rosse è una questione di modalità e di quantità, non esiste una ‘soglia di esposizione’ oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, una o due volte a settimana al massimo. Il messaggio principale è invece un invito a tornare alla dieta mediterranea, che ha dimostrato invece di poter diminuire il rischio di tumore”.

Più drastico il commento dell’oncologo Umberto Veronesi, che da decenni ha scelto di non mangiare carne. “Il mio consiglio da vegetariano da sempre è quello di eliminare del tutto il consumo di carne, e questo per motivi etici e filosofici. Detto ciò, lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità Oms sulla cancerosità della carne rossa e trattata non ci coglie di sorpresa”, ha detto Veronesi, precisando come tutti gli studi che vanno nella direzione di identificare nuovi possibili fattori di rischio per il cancro sono comunque un “grande passo avanti”. “L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perchè aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione”.

Secondo uno studio Aiom il 9% degli italiani nel 2010 mangiava carne rossa o insaccati tutti i giorni, il 56% 3-4 volte a settimana. Per il ministero della Salute il cancro del colon-retto, quello di cui si è trovata la maggiore associazione con il consumo di carne lavorata, è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana, con quasi 55mila diagnosi stimate per il 2013.

No alle carni “bruciacchiate”. Già nel 2007 gli oncologi italiani lanciavano l’allarme sulla cancerogenicità delle carni rosse nelle parti “bruciacchiate”, sicuramente le più saporite ma le più tossiche, perché contengono idrocarburi. I principali fattori di rischio di sviluppare neoplasia, “sono il forte consumo di carni rosse soprattutto se cotte alla brace, cibi affumicati, salati o conservati”, dicono gli oncologi. Leader incontrasti del barbecue sono gli statunitensi: Ogni anno attira più del 70% della popolazione. Seguono gli australiani (60%), i francesi (55%), i tedeschi (50%). Gli italiani che si dedicano a questo tipo di cucina figurano al quinto posto (38%), di poco superiori agli inglesi (32%). In particolare la Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha stimato oltre 24 milioni di grigliate fatte in casa, in particolare di carne suina (42%) e di manzo (38%).

 

Dr Marangoni, San Michele al Tagliamento, Psicologo Psicoterapeuta Mindfulness

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